Corde di Velluto: Una Fantasia Erotica BDSM

Nel racconto erotico “Corde di Velluto” una sottomessa viene sedotta in un mondo di sottomissione colmo di estasi. Non viene legata alla stessa vecchia maniera ma il suo amante aggiunge l’utilizzo delle corde di velluto per legarla prima di scatenarsi in eccitanti e talvolta tantalizzanti atti sessuali su di lei. Sono sempre torturanti in modo delizioso e la sottomessa sugge ogni goccia di seduzione accalorata. Quello che il “padrone” le fornisce non le basta mai. Lei si trova alla mercé di ogni suo capriccio. In questo racconto, rievoca tre delle sue esperienze BDSM più eroticamente intense vissute con il suo padrone. Questa storia non solo vi ecciterà, ma vi garantirà un soggiorno di sogno nel mondo sorprendentemente tantalizzante della sottomissione. Rilassatevi ed entrate nel mondo proibito delle “Corde di Velluto.”

Si tratta di un racconto breve a tinte esplicite di circa 5.600 parole. Contiene al suo interno linguaggio grafico e temi sessuali. Si rivolge ad adulti che sono interessati a questo tipo di materiale per la fruizione in sistemi legali dove la vendita e il suo godimento non violano alcuna legge.

Stralcio:

Il padrone adorava anche strofinare il suo cazzo palpitante sul mio grilletto e sulle mie labbra esterne quando ero legata dalle corde di velluto. C’erano delle volte in cui avrebbe persino schiaffeggiato con violenza la cappella contro la mia passera. Avrei guardato verso il basso per scorgere il suo glande purpureo scivolare attraverso la rosea carne straziata del mio clitoride e delle labbra e tutto il mio corpo sarebbe stato scosso dal piacere con ogni schiaffo del suo pistone duro contro la mia vagina, che mi avrebbe fatto strillare nella dolce tortura dell’abbandono. Il suono del suo pene tosto che schiaffeggia le pieghe della mia vagina umida risuonava come le onde che s’infrangono sullo scoglio. Mi stava perfettamente a pennello da tutti i punti di vista; l’inclinazione del suo pene eretto portava sempre la sua cappella proprio sul mio punto G. Le sue palle sembravano un sacco di delizie, ma mi avrebbe sempre fatto attendere … una deliziosa attesa tortuosa. Lo richiedeva e io mi arrendevo e così si arrendeva la mia fica.

Ma io non mi arrendevo, fino al momento in cui il mio padrone era buono e pronto per quello. Attendeva proprio fino all’ultimo atroce momento, quando la mia figa era così dolorante e gonfia che stava urlando e riempiendosi di umori perché fosse sbattuta e succhiata con violenza.

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